02550nam0a22003373i 450 LO1125170420220505005003.09788833919973SBN978883391997320120328d2009 ||||0itac50 baitaitz01i xxxe z01n<<Il >>pensiero dell'Egitto anticoJean Fallota cura di Barbara ChitussiTorinoBollati Boringhieri2009165 p.20 cm.Nuova cultura212Una cesura separa la prima antichità, egizia, dalla seconda antichità, greco-latina. Constatarlo è condizione essenziale per accostarsi a una visione del mondo che si sottrae alla categoria dell'anticipazione imperfetta. Riguardo all'Egitto antico, infatti, non ha senso parlare di pre-filosofia, perché il pensiero che lo innerva non astrae dai domini specifici dell'esistenza e dalle sue forme di rappresentazione, ossia non procede per concetti né si struttura in metodo di conoscenza, in conoscenza delle conoscenze. Il punto di forza di questo saggio è riuscire a cogliere la pienezza di un universo mentale legato al sentire, più che al concepire quindi irriducibile a un abbozzo di miracolo greco e impenetrabile da parte della logica della non-contraddizione che ancora ci pervade -, senza occultare l'aporia di fondo: è possibile trattare dell'Egitto solo riferendosi alla Grecia e a noi stessi, anche se farlo significa necessariamente falsare il punto di vista. Il mistero, l'enigma (pensiamo alla Sfinge), siamo noi a creali; al tempo stesso, se non lo facessimo forse non comprenderemmo nulla dell'Egitto. Così vediamo come in uno specchio, in maniera confusa, ma riusciamo comunque a vedere qualcosa. E quello che intravediamo, dalla nostra estrema lontananza, è una sorta di sensismo sociale che poggia sull'animalità dell'uomo e si estende all'intero vivente, là dove vita e morte non si separano mai.CFI0073315CFI0073315Nuova cultura212<<La >>pensée de l'Egypte antique.LO11251705RAVV081222ITTorinoLO1L003352Fallot, JeanRAVV081222070Chitussi, BarbaraRAVV356033ITIT-FI009820120328IT-FI0098 Bibl. Nazionale Centrale Di Firenze CFGEN A 14 7623CF 006254129 A VMB GEN A14 076232012032820120328 CFBKBK