09841nam 2200217 n 450 TD12022090TDMAGDIG20190501d2010------k--ita-50----ba enThomas Hardy: the poetry of memory: past and present, presence and absenceTesi di dottoratoUniversità Ca' Foscari Venezia2010-03-08T08:10:55Zdiritti: © Cristina Ceron, 2003diritti: Accesso locale (tesi cartacea)L'obiettivo di questa tesi e, prima di tutto, quello di analizzare la poesia della memoria di Hardy, sia nelle sue piu celebri espressioni che nelle manifestazioni piu sotterranee, allo scopo di metter in luce i meccanismi comuni che la rendono un'area piu o meno omogenea. E inoltre necessario distinguere le diverse strategic poetiche messe in atto per occasioni diverse, e la conseguente varieta di registri, toni ed immagini. Infine, l'analisi di un numero significative) di poesie evidenzia la concentrazione di insiemi di immagini riconducibili a specifici campi semantici, quali | luce | ed | ombra |, | distacco | e | perdita |, | nostalgia | e | rimorso |. La tesi e suddivisa in quattro ambiti principali, con un'ulteriore sezione introduttiva. Dopo un breve cenno al percorso che Hardy compie da poeta celato sotto i panni del romanziere a poeta ufficiale, e dopo un riepilogo sulla redazione delle otto raccolte poetiche, l'analisi si concentra sul rapporto tra il poeta e la facolta memoriale. Il Capitolo I analizza la precoce consapevolezza di Hardy dell'influenza del passato sul presente, specialmente alla luce del suo ambiente familiare, del suo attaccamento alla cultura arcaica del Dorset ed al suo approccio critico alla filosofia dell'epoca. L'accento e posto sulla dimensione post-mortem, sulla possibilità di una permanenza immaginativa o memoriale di cio che e morto nella percezione del vivente. Il Capitolo II entra nel vivo della poesia della memoria, partendo da quei testi che rappresentano pietre miliari della costruzione della poetica della memoria. In questi luoghi poetici quest'ultima non e sempre una facolta positiva che funzione da ponte verso il passato; al contrario, essa si rivela spesso un intruso nella coscienza poetica, un ospite che diventa un ostaggio antagonista che porta all' 'io' poetico dolorose epifanie di memoria. La domanda retorica 'dove eri tu' e sostituita dalla ben piu drammatica 'dove ero io', ed il senso di colpa spesso soverchia la gioia di poter ricordare. Questo aspetto drammatico viene amplificato nel Capitolo III, dove un'analisi delle poesie per Emma mette a nudo l'estrema poliedricita della poetica della memoria. É in questa sezione che la memoria svela tutte le sue qualità contraddittorie; ad esempio, quando il ricordo è suscitato da un forte sentimento personale, la facoltà amplifica il suo potere di materializzare fantasinatici doppi dell'entità originaria, ma amplifica anche la facoltà di questi doppi di influire sulla coscienza poetica. A questo punto, la poetica della memoria si sviluppa da un'intrusione nel passato, fatta di sporadici contatti con i suoi abitanti, fino ad attuare una relazione biunivoca tra locutore e destinatario, una relazione che sembra quasi annichilire le barriere spazio-temporali. L'ultimo capitolo restringe il campo ad un aspetto specifico della poetica della memoria: la poesia elegiaca, suddivisa in elegie per i poeti, per gli amici e poesie di guerra. Anche se lo schema elegiaco può essere ritrovato in tutti questi componimenti, in realtà le elegie per i poeti appaiono molto più formali ed asettiche, sia dal punto di vista formale che contenutistico. Le elegie dedicate agli amici, invece, fanno uso delle convenzioni del genere per mettere in risalto la distanza tra il vivente ed il defunto, oppure per rendere più vivido il ritratto dell'oggetto memoriale. Le poesie di guerra rappresentano un momento celebrativo dove l'espressione intima del dolore viene coperta dalla natura ufficiale dell'occasione poetica. La poesia della memoria di Hardy si basa su uno scambio dialogico tra 1' 'io' poetico ed il destinatario memoriale, espresso dalla seconda o dalla terza persona. L'uso marcato di pronomi diversi, di immagini sostitutive o metonimiche come referenti per l'oggetto memoriale, causa una presenza ossessiva di una molteplicità di personae nei testi e lungo le raccolte. Per mezzo di questa anàklisis retorica, il poeta resta aggrappato al ricordo, allo scopo di mantenere un contatto illusorio con esso il più a lungo possibile. Questo meccanismo di autodifesa dà vita ad una miriade di proiezioni immaginative dell'oggetto memoriale, a forme in continua evoluzione ed ad una forte dinamica intertestuale. Tutte queste creature poetiche rappresentano prodotti diversi e persino contraddittori della memoria, una prodigiosa facoltà generativa che ci ricorda quanto la mente umana sia il primo fattore di tutto ciò che è nell'universo, sia in quello presente che in quello a venire, e che, senza di essa, ogni entità finirebbe la sua esistenza nel momento stesso del suo decesso. The aim of this work is, first of all, to analyse Hardy's poetry of memory both in its well-known overt expressions and in its more cryptic occurrences, in order to foreground the common devices which render it a more or less homogenous area. Moreover, it is necessary to distinguish the different poetic strategies adopted according to the different occasions, and the ensuing multiplicity of tones, registers and imagery. At last, a close analysis of a significant number of memorative poems can foreground the concentration of some clusters of images related to specific semantic fields, such as | light | and | darkness |, j detachment | and | loss |, | nostalgia | and | regret |. The work is divided into fou. main sections, with an additional introductory section. After a brief account of Hardy's complex route from a concealed to an official status of poet, and on the chronology of the eight poetic collections, the analysis concentrates on the relationship between the poet and the memorative faculty. Chapter I considers Hardy's early acknowledgement of the silent influence of the past on the present, especially in the light of his familiar background, his attachment to the archaic culture of Dorset and his critical approach to the philosophy of the age. The stress is laid on the aftermath of death, on the possibility of an imaginative or memorative permanence of what is dead in the perceptions of the living. Chapter II sets forth on the journey into the poetry of memory, with a special concentration on those texts which reveal meaningful instances of the construction of a poetics of memory. In these texts memory is not always a positive faculty which works like a bridge onto the past; on the contrary, it is often an intruder into the poetic conscience, a guest which becomes an agonistic host who forces the poetic T into negative epiphanies of memory. The formulaic question 'where were you' is substituted by the more dramatic 'where was F, and the feeling of blame often exceeds the joy of remembering. This negative aspect is carried further and amplified in chapter III, where an analysis of the poems for Emma lays bare the extreme many-sidedness of the poetics of memory. It is in this section that memory shows all its contradictory qualities; for instance, when it is prompted by a deep personal feeling, the work of memory amplifies its power to conjure ghostly wraiths of the primal object, but it also amplifies the wraiths' own faculty to affect the poetic conscience. At this stage, the poetics of memory evolves from an intrusion into the past with sporadic contacts with its inhabitants to a biunique relationship between speaker and addressee, a relationship which almost annihilates the chronotopic boundaries. The last chapter narrows on one specific aspect of the poetics of memory: elegiac poetry, which can be grouped into elegies for poets, elegies for relatives and friends, and war poems. Even though the elegiac pattern can be identified in all these poems, in fact the elegies for the poets appear much more formal and detached, both from a semantic and a rhetoric point of view. The elegies for friends, instead, make use of the conventions in order to represent the distance between the living and the dead, or to make the portray of the memorative object more vivid. The war poems represent a celebratory moment where the genuine expression of mourning is covered by the official nature of the poetic occasion. Hardy's poetry of memory is based on the interplay between the poetic T and a memorative addressee, expressed either in the second or third person. The marked use of different pronouns, metonymic and substitutive images as referents for the memorative object produces the haunting presence of many personae in and throughout the texts. By means of a rhetorical anàklisis, the poet clings to the object of his mourning in order to retain an illusory contact with it as long as possible. This selfprotective device gives rise to multiple imaginative projections of the mourned object, to their developing shapes and their dynamics along the texts. All these poetic creatures represent different and even contradictory offsprings of memory, a prodigious generative faculty which reminds us that the human mind is the primal creator of all that is in the universe, either in the present world or in the one to be, and that, without it, everything would cease to exist in the very moment of its demise.Tesi cartacea1 v.Ceron, CristinaMelchionda, MarioITIT-FI0098http://memoria.depositolegale.it/*/http://hdl.handle.net/10579/277http://hdl.handle.net/10579/277CFTDTD