03630nam 2200193 n 450 TD17048513TDMAGDIG20190501d2009------k--ita-50----ba itaIn cammino verso la trasfigurazione. La malinconia della natura nello schelling intermedio (1809 - 1815)Tesi di dottoratodiritti: info:eu-repo/semantics/closedAccessIn relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/11562/337428La presente ricerca si è proposta di affrontare la peculiare relazione che intercorre tra la Naturphilosophie e la religione negli scritti schellinghiani tra il 1809 e il 1815, ponendo un’attenzione particolare al rapporto instauratosi tra il concetto di natura (Natur) e quello di malinconia (Schwermut), come «manifestazione più profonda» della nostalgia (Sehnsucht). Il lavoro, tenuto conto delle ambiguità che il termine Natur presenta volutamente nel suddetto periodo schellinghiano, si articola in due parti principali. La prima intende porre in luce come la malinconia sia l’effetto storico del peccato originale quale tragedia cosmoteandrica, analizzando il duplice significato della morte come rottura e, al tempo stesso, risanamento – dopo la rivelazione di Cristo – del legame divino (Band) tra natura e spirito. La seconda, invece, compie un movimento a ritroso, verso la condizione che precede la creazione del mondo; pertanto, dimostra come la malinconia della natura sia anche la causa ontologica del peccato originale, giacché esplicita il carattere proprio della prima natura (erste Natur) di Dio. In tal modo, la presente ricerca mette in luce l’originario significato che la Schwermut riveste all’interno della natura teosofica, quel Grund von Existenz che si distingue dall’Existenz stessa e che rafforza l’insondabilità del concetto di Natur nello Schelling post-1806, riportando il mistero della natura al mistero originario dell’essere.The present essay aims at investigating the peculiar relationship between Naturphilosopie and religion in Schelling’s works appeared between 1809 and 1815, and particularly the relationship between the concept of nature (Natur) and that of melancholy (Schwermut), intended as the «deepest manifestation» of nostalgia (Sehnsucht). In consideration of the ambiguity that the term “nature” assumes in the aforesaid period of Schelling’s research, the present work is articulated in two main parts. The first part aims at showing how melancholy is the historical effect of the original sin as a [cosmoteandrica] tragedy by analizing the double significance of death as a rupture and, at the same time, as a recovery – after Christ’s revelation – of the divine bound (Band) between nature and spirit. The second part moves backwards to the condition preceding the creation of the world, proving how the melancholy of nature is also the ontological cause of the original sin, insomuch it expresses the peculiar character of God’s first nature (erste Natur). In so doing, the present essay shows the primal significance that Schwermut has inside teosophical nature, the so called Grund von Existenz (“ground of existence”) which is distinct from Existenz itself, and which reinforces the unfathomability of the concept of Natur in the post-1806 Schelling, bringing the mystery of nature back to the primal mystery of being.SISTO, Davide Giovanni CesareITIT-FI0098http://memoria.depositolegale.it/*/http://hdl.handle.net/11562/337428http://hdl.handle.net/11562/337428CFTDTD