06386nam a2200277 n 450 TD2001276020200225130642.0TDMAGDIG20190501d2020 --k--ita-50----ba itaL’autorità del provvedimento cautelare. Contributo allo studio dell’efficacia dei provvedimenti giudizialiTesi di dottoratoUniversità degli Studi di Milano-Bicocca2020-02-07diritti: noneIn relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/10281/262939tesi di dottoratoIUS/15 - DIRITTO PROCESSUALE CIVILEUniversità degli Studi di Milano-BicoccaIl presente lavoro analizza l’autorità del provvedimento cautelare nell’ordinamento italiano. Tale nozione è stata introdotta inizialmente per il solo rito societario (art. 23, 6° comma, d.lg. n. 5/2003) e, successivamente, è stata generalizzata, nel 2005, dall’art. 669-octies, 9° comma, c.p.c., senza che però il legislatore ne abbia fornito una definizione, limitandosi, invece, a richiamare il dibattito formatosi sull’art. 337, 2° comma, c.p.c. Nel primo capitolo del presente lavoro ci si è, pertanto, anzitutto, concentrati sulla definizione che la nozione di “autorità” ha assunto in relazione ad altri provvedimenti giudiziali nell’ordinamento italiano (ed, in particolare, si è esaminato il dibattito sulla nozione di “autorità della sentenza” ex art. 337, 2° comma, c.p.c.). All’esito di tale indagine si è, così, proceduto ad indagare il significato che la nozione di “autorità” assume con specifico riferimento al provvedimento cautelare, esaminando sia il significato dell’espressione “auctoritas” nel diritto romano, sia il significato di “autorité de la chose jugée”, con specifico riferimento alle ordinanze di référé, nell’ordinamento francese. Si è, così, cercato di dimostrare come non vi sia un’unica definizione di “autorità”, ma come sia, invece, necessario valutare, caso per caso, il significato da attribuire a tale espressione. Nella seconda parte del lavoro si è, invece, esaminato come la nozione di “autorità” di un provvedimento cautelare (ed il divieto di invocarla in un diverso giudizio ai sensi dell’art. 669-octies, 9° comma, c.p.c.) incida sul diritto sostanziale e sul diritto processuale. In particolare, nel secondo capitolo, sono stati esaminati i rapporti tra provvedimenti cautelari ed alcuni istituti di diritto sostanziale, quali la prescrizione, l’usucapione e la ripetizione di indebito. Nel terzo capitolo si è esaminato entro quali limiti la decisione cautelare sia invocabile in un giudizio di merito. Infine, nel quarto capitolo, si è esaminato in che misura l’autorità della misura cautelare rilevi in un giudizio esecutivo ed in un diverso giudizio cautelare. Dall’esame di tali interferenze è uscito un quadro composito, in cui la nozione di autorità può mutare, talora anche significativamente, in relazione agli istituti di diritto processuale o sostanziale con cui entra in contatto. Di conseguenza, nonostante la formulazione letterale dell’art. 669-octies, 9° comma, c.p.c., si è concluso che talora l’autorità del provvedimento cautelare è invocabile in un diverso giudizio.The study focuses on the authority of the protective order in the Italian legal system. This concept was firstly introduced for procedures concerning corporate disputes – by Article 23, paragraph 6, legislative decree n. 5/2003 – and, eventually, generalized, in 2005, by Article 669-octies, 9th paragraph, of Italian code of civil procedure. However, the legislator didn’t provide a definition of this concept, evoking the debate over Article 337, 2nd paragraph, of Italian code of civil procedure. The first chapter of the present work, therefore, focuses on the notion of "authority" in relation to other judicial measures in the Italian legal system. In particular, the debate over the notion of "authority of the sentence" about Article 337, 2nd paragraph, of Italian code of civil procedure has been examined. On the outcome of this study, it has been investigated the meaning of "authority" with specific reference to the protective order, examining both the meaning of the expression "auctoritas" in Roman law and the meaning of "autorité de la chose jugée”, with specific reference to the ordinances of référé, in the French legal system. In this way, it has been shown that a single definition of "authority" can’t be given: it is, rather, necessary to evaluate, on a case by case basis, the meaning to attribute to this expression. In the second part, it has been examined how the notion of "authority" of a protective order – and the prohibition, contained in Article 669-octies, 9th paragraph, of Italian code of civil procedure, to evoke it in a different judgment – can affect both the civil and procedural law. In particular, in the second chapter, it has been examined the relationships between protective orders and some institutions of civil law, such as prescription, adverse possession and repetition of undue, were examined. In the third chapter it has been studied the limit within which the protective order can be evoked in a judgment on the matter. In conclusion, in the fourth chapter, it has been examined the boundary of the authority of the protective order in an executive judgment and in a different protective judgment. By examining these interferences, what emerges is that the notion of authority can change, sometimes significantly, in relation to the institutions of procedural or civil law. Therefore, despite the content of Article 669-octies, 9th paragraph, of Italian code of civil procedure, it is possible to conclude that sometimes the authority of the protective order can be evoked in a different judgment.IUS/15- DIRITTO PROCESSUALE CIVILETDRFELLONI, GIACOMOVANZ, MARIA CRISTINAITIT-FI0098http://memoria.depositolegale.it/*/http://hdl.handle.net/10281/262939http://hdl.handle.net/10281/262939http://memoria.depositolegale.it/*/http://boa.unimib.it/bitstream/10281/262939/2/phd_unimib_823008.pdfhttp://boa.unimib.it/bitstream/10281/262939/2/phd_unimib_823008.pdf CRCFTDTD