PIRELLI, LORENZO HENRI
An analysis of the structure of European R&D networks and networking institutions [Tesi di dottorato]
Politecnico di Milano, 2012-03-21

I modelli di cooperazione basati sulle reti di ricerca sono emersi come strumenti chiave per supportare la competitività dei sistemi innovativi. Nonostante la loro crescente popolarità, la loro complessità ha reso difficile per gli studiosi giungere ad una loro definizione univoca e ad un quadro teorico di riferimento. Inoltre esistono pochi studi empirici che indichino le variabili chiave da considerare nel progettare e gestire queste reti. Questa tesi ha colmato queste lacune: 1) sviluppando un modello concettuale che guidi l’analisi, la progettazione e la gestione delle reti di R&S; 2) realizzando due analisi empiriche sulle reti di ricerca finanziate dall’UE, studiando l’importanza delle caratteristiche delle reti che influenzano la loro governance e, quindi, la loro capacità di conseguire un senso di unità attraverso l’integrazione delle diversità, che é stata identificatta come la principale sfida manageriale per assicurare l’efficienza della rete. Sulla base del riesame della letteratura, questa tesi ha fornito una sistematizzazione delle caratteristiche chiave delle reti di ricerca. Queste caratteristiche sono molto interrelate e generano dei trade-offs critici. Il trade-off fondamentale prende la forma del “paradosso dell’apertura”, che consiste nel bisogno per i membri delle reti di essere contemporaneamente aperti per assorbire la conoscenza proveniente dall’esterno e chiusi per appropriarsene. Questa tesi ha sviluppato un modello concettuale che sintetizza le varie interrelazioni in termini di effetti sulla governance della rete. La prima ricerca empirica ha esplorato le caratteristiche chiave da tenere in considerazione nella progettazione dell’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT), una nuova istituzione basata su reti di università, centri di ricerca e imprese. Un’indagine è stata condotta tra i ricercatori italiani (313 rispondenti, 30% tasso di risposta) per identificare le caratteristiche più critiche e controverse: il livello di coinvolgimento dei partner, i loro criteri di selezione e il ruolo delle imprese. Le analisi econometriche hanno evidenziato gli attributi dei rispondenti che spiegano le loro differenze di vedute riguardo alle diverse possibili configurazioni dell’EIT. La seconda ricerca empirica ha investigato le caratteristiche strutturali di 1.736 reti di ricerca cofinanziate dai vari Programmi Quadro dell’UE per la Ricerca coinvolgenti 700 giovani imprese ad alta tecnologia (nonché altri 24.073 partner), con una speciale attenzione alle questioni di governance, considerate cruciali dalla letteratura per assicurare una partecipazione attiva di queste imprese nelle reti di ricerca, spesso dichiarato come un obiettivo primario della politica per la ricerca e l’innovazione dell’UE. Il database risultante dall’unione dei database CORDIS (il database della CE contenente dati sulla durata, coordinatore, numero/nazionalità dei partner, finanziamento concesso alle reti) e VICO (contenente dati contabili e di performance su 8.370 giovani imprese ad alta tecnologia in 7 paesi europei). Le analisi statistiche hanno evidenziato differenze significative nella dimensione, durata ed eterogeneità geografica delle reti quando una giovane impresa ad alta tecnologia è il coordinatore della rete. Le analisi econometriche hanno rivelato che queste caratteristiche hanno un’influenza negativa sulla probabilità per una di queste imprese di essere il coordinatore della rete, mentre l’età dell’impresa e la sua precedente partecipazione in reti europee di ricerca hanno un impatto positivo. Questi risultati confermano la previsione teorica che le caratteristiche della rete che generano diversità e, quindi, complessità aumentano i costi di coordinamento e dunque richiedono strutture di governance più centralizzate e formalizzate che una giovane imprese difficilmente può assicurare. Questa tesi ha contribuito al dibattito accademico sistematizzando le caratteristiche delle reti in un unico modello concettuale. Le due ricerche empiriche hanno sostanziato la rilevanza del fondamentale trade-off tra bisogno di diversità tra i partner della rete e il bisogno di consistenza necessario per gestire la derivante complessità. Le analisi hanno mostrato che le caratteristiche delle reti più critiche – il ruolo delle imprese o i criteri di selezione dei partner – sono legati a chi dovrebbero essere i membri delle reti. Le analisi hanno anche evidenziato le caratteristiche delle reti e dei loro membri, come la precedente partecipazione alle reti o l’esperienza nel settore industriale o la diversità geografica, aventi la maggior influenza sulla governance della rete. La ricerca sulle reti europee di ricerca ha fornito specifiche indicazioni ai politici desiderosi di favorire il ruolo attivo delle giovani imprese nelle reti di ricerca, mostrando che è molto probabile che una giovane impresa coordini reti con più di 10 membri o con meno del 30% di membri della stessa nazionalità o con durata di più di 3 anni. I possibili sviluppi futuri della ricerca includono: - considerare altre variabili delle reti (es. la dimensione relativa dei membri, l’intensità dei legami); - estendere la prospettiva dell’analisi al livello del singolo membro (valutando il costo/beneficio di partecipare a una rete) e al livello della comunità (valutando gli impatti sulla società); - studiando il grado di complementarietà/sostituzione tra fondi UE/nazionali/capitale di rischio sui membri delle reti.

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COLOMBO, MASSIMO GAETANO
ING-IND/35 - INGEGNERIA ECONOMICO-GESTIONALE


Tesi di dottorato. | Lingua: en. | Paese: | BID: TD13091734