Fronzi, Catia
La contrarietà percettiva nell'esperienza spaziale di soggetti ciechi congeniti. [Tesi di dottorato]

Il punto di partenza sperimentale di questo lavoro è costituito dalla studio fenomenologico-sperimentale della relazione di contrarietà nell’esperienza diretta di spazio di soggetti adulti normodotati (Savardi, U. & Bianchi, I. 2000). In quello studio era emerso che 74 sono le proprietà spaziali di base e che esse individuano 37 dimensioni bipolari (strutture/organizzazioni polarizzate e graduate). Queste evidenze hanno portato a suggerire i) che la percezione dello spazio di un soggetto normodotato si organizzi secondo strutture di contrarietà e ii) che la contrarietà sia una relazione saliente nell’organizzazione ecologica dello spazio fenomenico. Questo secondo aspetto è stato successivamente approfondito e meglio chiarito in lavori sperimentali di fenomenologia della percezione (Savardi & Bianchi, 2009) e di psicofisica fenomenologica (Bianchi, Savardi, Kubovy, 2010; Burro, 2009). La ricerca che è l’oggetto di questa tesi si è proposta di confrontare la descrizione delle dimensioni spaziali fornita dai partecipanti normodotati con la descrizione delle medesime dimensioni spaziali fornita da ciechi congeniti (ossia da partecipanti che non hanno mai avuto accesso a informazioni visive di spazio). In particolare si è inteso chiarire se: 1) la struttura contraria dello spazio sia legata all'esperienza percettiva visiva o sia intermodalmente esperita. Se la struttura contraria dello spazio emersa con i soggetti normodotati è fortemente dipendente dalla vista, i ciechi congeniti non dovrebbero esperire/condividere la maggior parte delle qualità contrarie spaziali individuate dai vedenti. Se invece è un’esperienza intermodale embodied (cioè legata all’esperienza dello schema corporeo e della corporeità del percettore), allora i ciechi congeniti dovrebbero poter esperire la maggior parte delle qualità spaziali contrarie descritte dai vedenti come dimensioni di base dell’esperienza fenomenica di spazio; 2) la descrizione metrica e topologica delle dimensioni contrarie subisca variazioni in relazione alle due diverse modalità di esperienza spaziale: visiva e centrata sia allocentricamente che egocentricamente quella dei vedenti; tattile e centrata egocentricamente la seconda. La condivisione percettiva delle coppie di contrari, la struttura metrica e topologica delle tre componenti della dimensione (Polo A, Intermedio e Polo B), l’importanza di ciascuna dimensione e di ciascun polo nell’esperienza fenomenica di spazio dei ciechi congeniti, costituiscono le variabili analizzate nella ricerca. Il metodo utilizzato per raccogliere i dati è stato il risultato di una mediazione fra quello utilizzato con i normodotati e le specifiche esigenze e competenze dei partecipanti ciechi congeniti. I partecipanti sono 10 ciechi congeniti: 6 maschi e 4 femmine di età compresa fra i 26 e i 64 anni (con una età media di 36,3 anni). Dopo una fase pilota condotta con due partecipanti cieche congenite che ha consentito di ottimizzare il questionario e di circoscrivere a 29 le dimensioni spaziali, si è passati alla fase sperimentale che è stata di 37 incontri individuali della durata media di 70 minuti ciascuno. Gli incontri sono stati audioregistrati interamente previa autorizzazione del partecipante. I dati raccolti sono sia discorsivi (consistenti in interazioni verbali estese ed articolate - sono dati relativi alla contestualizzazione della dimensione e al tipo di canale sensoriale e di strategia esplorativa utilizzata per esperirla), sia quantitativi o categoriali (emersi dai campi dell’intervista strutturata che ha inteso indagare la condivisione e l’importanza delle dimensioni, la struttura metrica e topologica delle dimensioni e l’anisotropia dei poli). I risultati hanno rilevato una sostanziale condivisione delle dimensioni bipolari che caratterizzano l’esperienza spaziale dei ciechi congeniti e dei vedenti e la centralità delle dimensioni legate alla posizione dello spazio (in particolare all’asse coronale, sagittale, gravitazionale, a cui corrispondono rispettivamente destra-sinistra, davanti-dietro, sopra-sotto) che sono risultate più importanti delle dimensioni della classe estensione e della classe forma. A fronte di una sostanziale condivisione delle dimensioni contrarie che articolano l’esperienza percettiva di spazio di vedenti e ciechi congeniti, le analisi metriche e topologiche della struttura delle dimensioni hanno messo in rilievo alcune discordanze con la struttura delle stesse dimensioni nei normodotati: una fra tutte la frequente assenza della componente di intermedietà che caratterizza invece molte delle dimensioni spaziali per i vedenti, disegnando quindi uno spazio ancor più polarizzato di quello dei vedenti. I risultati discussi, pur emersi da uno studio che ha utilizzato metodi e approcci diversi da quelli della letteratura esistente, confermano alcuni dati presenti in letteratura - per esempio in merito alla salienza percettiva di alcune dimensioni come lontano-vicino, asimmetrico-simmetrico e verticale-orizzontale - rilevando le stesse differenze tra sistema spaziale dei vedenti e dei ciechi congeniti, già evidenziate in bibliografia. La differenza nella caratterizzazione metrica e topologica delle dimensioni fra vedenti e ciechi congeniti indirizza alla ricerca di quali aspetti della struttura fenomenica dello spazio siano specificatamente veicolati dalla modalità sensoriale visiva e di quali siano invece riconducibili un ad più complesso sistema di percezione spaziale che è cinestesico-motorio e non esclusivamente visivo. A fronte di queste differenze la salienza della contrarietà in entrambe i sistemi spaziali costituisce una verifica significativa dell’ipotesi teorica generale che anche questa ricerca intendeva verificare, e cioè che la contrarietà sia una relazione che ha un fondamento primitivo nell’esperienza spaziale (grounded/embodied cognition).

In relazione con http://ecum.unicam.it/378/
application/pdf
M-PSI/01 - Psicologia generale


Tesi di dottorato. | Lingua: | Paese: | BID: TD15023524