Ida Baccini giornalista: gli echi educativi in "Cordelia" [Tesi di dottorato]

In questa tesi viene affrontata la tematica dell’innovazione narrativa di fine Ottocento con particolare attenzione all’opera di Ida Baccini ( 1850-1911) che, in un’epoca nella quale le giovani donne non venivano incoraggiate a seguire la propria creatività ed ingegno, riesce invece, in modo semplice ed incisivo, ad affermarsi come giornalista e narratrice all’avanguardia. La rilettura dell’opera di Ida Baccini può essere proficua perché consente di sviluppare tanto problematiche di storia della scrittura al femminile che questioni di storia dell’educazione. La Baccini si afferma nell’ambiente dell’editoria come entusiasta sostenitrice di un femminismo moderato dell’eguaglianza e della parità tra i sessi. L’attenzione posta sull’autrice ha permesso di intravedere in essa l’affermazione ante litteram del valore della differenza. Infatti, alla fine dell’Ottocento, l’autrice è stata in grado di consolidare approcci formativi nuovi e affermare la forza modificatrice di una scrittura per le donne e a queste rivolta. La ricerca storico-educativa relativa alla scrittrice si propone di cogliere sia i dati politico-istituzionali dell’epoca sia i collegamenti con i luoghi deputati all’istruzione: scuola e famiglia. L’indagine viene volta al plurale, così come impone il nuovo indirizzo della ricerca pedagogica che analizza diverse problematiche e, soprattutto, usa fonti documentarie diverse. Conoscere i fini educativi dell’epoca in cui è vissuta la scrittrice –borghesi, confessionali ed intrisi di pedagogismo-, ci permette di apprezzare maggiormente la ventata di innovazione che essa mette in atto dimostrando che il discorso pedagogico è legato al contesto in cui si sviluppa e al quale appartiene ma è anche in continua trasformazione, plurimo e complesso.

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Flavia Bacchetti


Tesi di dottorato. | Lingua: Italiano. | Paese: | BID: TD16038604