UBIALI, MARIA CHIARA
ATTIVITÀ POLITICA E CORRUZIONE: UN¿INDAGINE SULLA NECESSITÀ DI UNO STATUTO PENALE DIFFERENZIATO [Tesi di dottorato]
Università degli Studi di Milano, 2017-04-26
La tesi di dottorato indaga il profilo della corruzione “in ambito politico”. Questa tematica – quantomeno dagli anni ’90 in poi – ritorna ciclicamente al centro del dibattito pubblico, in seguito ai sempre più numerosi scandali di corruzione che coinvolgono i vertici politici delle istituzioni dello Stato e che, indipendentemente dall’esito giudiziario a cui pervengono, ingenerano una situazione di grande instabilità, oltre che una crescente e complessiva sfiducia nell’operato della “rappresentanza politica”. Il lavoro – dopo una breve introduzione sulla disciplina vigente dei reati contro la pubblica amministrazione – si pone il problema dell’adeguatezza dello strumentario penale vigente a trovare applicazione con riferimento a soggetti, genericamente definiti in avvio del lavoro, come ricoprenti incarico politico/elettivo. Con tale termine ci si riferisce in particolare a quegli agenti pubblici che detengono un ufficio caratterizzato, vuoi dalla particolare ampiezza de poteri correlata all’investitura popolare (parlamentari, consiglieri regionali, presidenti di Regione, sindaci), vuoi da un rapporto fiduciario con soggetti “eletti” (ministri ed assessori). Tale interrogativo è suggerito dalla comparazione con l’ordinamento tedesco dove – a differenza del codice penale italiano – non si sposa una concezione monolitica di pubblica amministrazione, ma si differenzia dall’insieme dei pubblici ufficiali (Amtsträger) i c.d. Mandatsträger, ovvero gli agenti pubblici che, essendo stati eletti, ricoprono un incarico per mandato. A quest’ultimi lo Strafgesetzbuch riserva un’autonoma figura incriminatrice di corruzione prevista dal § 108e StGB (Bestechlichkeit und Bestechung von Mandatsträgern) e caratterizzata – come si mostra nel dettaglio – da elementi peculiari e da un campo di applicazione più ristretto rispetto a quello delle omologhe fattispecie destinate ai pubblici ufficiali. Questa importante scelta del legislatore tedesco – lungi dall’essere il prodotto della volontà della stessa classe politica di garantirsi un regime penalistico di favore – affonda le proprie radici in una profonda discussione dogmatica e politico-criminale che pone seri ostacoli ad una equiparazione dell’eletto con il funzionario pubblico. Si affianca all’illustrazione di questi argomenti un approfondito studio di diritto costituzionale e amministrativo italiano sulle peculiarità e le prerogative della funzione svolta dagli agenti pubblici sopramenzionati. Il lavoro dedica quindi ampio spazio all’esame dei diversi problemi applicativi cui si espone una concezione monolitica di pubblica amministrazione con specifico riguardo ai reati di corruzione. Nella parte conclusiva, in una prospettiva de jure condendo e nel paragone stretto con le scelte d’incriminazione dello Strafgesetzbuch, si esplora l’opportunità di uno statuto penale differenziato dell’attività politica, proponendo un trattamento specifico di tali soggetti dal punto di vista delle figure incriminatrici loro riservate, in modo da permettere una migliore sussunzione dei fatti a questi ascritti, che tenga effettivamente conto delle prerogative e delle peculiarità garantite dalla Costituzione alla loro funzione..
diritti: info:eu-repo/semantics/embargoedAccess
In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/2434/491124
GATTA, GIAN LUIGI
tutor: G. L. GATTA ; coordinator: C. Luzzati
LUZZATI, CLAUDIO RAFFAELE
Settore IUS/17 - - Diritto Penale


Tesi di dottorato. | Lingua: Italiano. | Paese: | BID: TD18002836