Luberti, Andrea
Le liberalizzazioni nel mercato assicurativo [Tesi di dottorato]
Università degli studi Roma Tre, 2011-04-18

La presente tesi di dottorato mira ad illustrare, aspirando a raggiungere il maggior grado di completezza possibile, caratteristiche, presupposti ed effetti delle liberalizzazioni (intendendo con tale termine l’apertura all’iniziativa economica di una pluralità di operatori economici privati di settori disciplinati, controllati o gestiti da soggetti pubblici) che, soprattutto nell’ultimo quindicennio, hanno interessato il mercato assicurativo, con specifico riferimento a quelle finalizzate ad incrementare la concorrenzialità e a rivolgersi, in ultima analisi, a vantaggio degli assicurati sotto il profilo del contenimento delle relative tariffe. In una società sempre maggiormente globalizzata e precaria, e in cui il bisogno di sicurezza sarà sempre meno soddisfatto dallo Stato, il mercato assicurativo è il settore che forse più di ogni altro è destinato a rispondere alle esigenze maggiormente sentite dai cittadini. Ne deriva la necessità di un’attenta analisi degli strumenti normativi con cui migliorare il funzionamento di tale mercato. Le questioni che saranno affrontate scaturiscono dalla scarsa competitività, e dei conseguenti, elevati, costi, del mercato assicurativo italiano, sia nei rami danni che nei rami vita. La trattazione si soffermerà, in particolare, sulle misure degli ultimi cinque anni. Tale dies a quo dell’analisi non ha carattere casuale, ma si riferisce all’emanazione del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle assicurazioni private) che ha consentito, per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico, la realizzazione di un testo normativo che mira a disciplinare il relativo comparto in modo organico ed omogeneo. L’emanazione del codice ha coinciso con un forte processo di despecializzazione degli operatori finanziari: l’attività assicurativa, per molti anni settore “di nicchia” nel nostro paese rispetto agli omologhi mercati europei (con l’eccezione delle assicurazioni obbligatorie), per sua natura destinata alla eliminazione di un rischio per il patrimonio dell’assicurato, consente un accantonamento di risorse per un bisogno futuro. La necessità di neutralizzare gli effetti negativi dell’inflazione sul capitale ha, da ultimo, portato ad elidere la differenza tra contratti con finalità indennitarie e prodotti di investimento, elaborando prodotti assicurativi sempre più innovativi e complessi (polizze linked, prodotti multiramo). Sul punto, i plurimi interventi dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato si sono incentrati soprattutto sulla necessità di preclusione a forme di cooperazione particolarmente intense tra le imprese, ivi comprese le concentrazioni societarie, in quanto idonee a determinare effetti anticoncorrenziali; nonché sulla proposta di abolizione o, quantomeno, di ridimensionamento del canale di intermediazione agenziale. Gli interventi del legislatore (risarcimento diretto, divieto di monomandato e disciplina del diritto di recesso), ispirati in massima parte a tali dettami, non sembrano però avere contribuito a raggiungere una sostanziale diminuzione delle tariffe: l’obiettivo di una maggiore concorrenzialità nel settore dovrà quindi passare attraverso una complessiva riforma della regolazione del mercato, ancora eccessivamente parcellizzato e sottoposto spesso ad interventi nomativi spesso estemporanei.

diritti: info:eu-repo/semantics/openAccess
Cuffaro, Vincenzo


Tesi di dottorato. | Lingua: it. | Paese: | BID: TD18016413