D'Amico, Alessandro
Resilienza urbana ai disastri. Il ruolo del patrimonio costruito. Urban disaster resilience. The role of the built heritage [Tesi di dottorato]
Il concetto di Resilienza, inizialmente introdotto nella letteratura scientifica in ambito ecologico come un modo per comprendere le dinamiche non lineari osservate negli ecosistemi, si è evoluto seguendo percorsi generalmente indipendenti in varie discipline ed è ad oggi strettamente legato al Disaster Risk Reduction (DRR). L’impatto di disastri naturali e tecnologici risulta potenzialmente maggiore sulle aree urbane, dove l’elevata densità abitativa incrementa la gravità delle ripercussioni socio-economiche dovute all’interruzione dei servizi essenziali. Nel contesto delle città occorre pertanto potenziare le caratteristiche di resilienza, in modo da incrementare le capacità del sistema di assorbire i disturbi e di cambiare, riorganizzare e conservare le strutture di base ed i servizi essenziali a fronte di eventi calamitosi. Il settore delle costruzioni è tradizionalmente associato alle fasi di ricostruzione. Tuttavia, ad oggi vi è una crescente consapevolezza di come i diversi professionisti operanti sull’ambiente costruito abbiano un ruolo cruciale anche nell’anticipare, valutare e preparare la reazione e il recupero post disastro. Il patrimonio costruito riveste infatti un ruolo sempre più importante nella definizione e nell’incremento della resilienza urbana ai disastri. In particolare, le città storiche italiane rappresentano un significativo esempio di organismo urbano capace di evolversi ed adattarsi agli eventi sismici che hanno caratterizzato la storia del paese. Il lavoro di ricerca si concentra sulla definizione del ruolo del patrimonio costruito nella costituzione della resilienza urbana, analizzando la stretta correlazione tra tecnica costruttiva muraria, morfologia e vulnerabilità sismica del costruito storico nel sistema urbano. L’obiettivo della ricerca è quello di costruire indirizzi e strategie per integrare il concetto di resilienza urbana nella logica quotidiana della gestione del territorio, che ormai deve affrontare le tematiche di rischio e sicurezza come dato di input fondamentale, superando i limiti degli specialismi chiamati in causa a fronte di danni ormai manifesti. In particolare, l’approccio proposto è mirato ad integrare la fase di pianificazione preventiva, dimostrando che è possibile avviare ex-ante opportuni processi di conoscenza e analisi sull’ambiente costruito, utili a fronteggiare quello che viene definito “rischio residuale” e ad indirizzare le scelte decisionali e progettuali dei professionisti coinvolti nella ricostruzione post-disastro. Dall’analisi delle ricostruzioni dell’ultimo secolo in Italia e dei piani di ricostruzione finora elaborati è possibile identificare alcuni elementi fondamentali che costituiscono una base conoscitiva condivisa su cui strutturare la pianificazione preventiva. L’insediamento urbano è vulnerabile in quanto sistema, pertanto vi è bisogno di un approccio multiscalare per definire strategie e indirizzi da seguire nelle fasi denominate convenzionalmente prevenzione e ricostruzione. Da questo punto di vista, pianificare include stabilire un ordine di priorità col quale si svolgeranno le attività. Attraverso l’analisi su casi studio di centri storici italiani, la metodologia proposta individua strategie di preparazione alla crisi mettendo a sistema il dato materiale del costruito (analisi di vulnerabilità, caratteri del costruito e fasi evolutive degli aggregati), con analisi di tipo urbanistico/sistemico, attraverso un approccio matriciale volto all’individuazione di priorità di intervento nella città storica. I casi studio scelti sono le città storiche di Rieti (Lazio) e San Gemini (TR – Umbria, entrambe collocate in una zona con pericolosità sismica medio alta (zona 2) e rappresentative di una percentuale significativa dei comuni italiani in quanto a dimensione e popolazione insediata. I risultati della ricerca evidenziano come i caratteri morfologici dei tessuti urbani ed i caratteri di aggregazione assumano una rilevanza sulle prestazioni del costruito, e come in un’ottica di gestione del territorio tali apporti vadano approfonditi ed integrati nelle attuali valutazioni della vulnerabilità sismica. L’analisi sul dato materiale del patrimonio costruito ha permesso di evidenziare e comprendere il rapporto esistente tra le modificazioni avvenute sull’edificato e la relativa vulnerabilità sismica, contribuendo ad accrescere la conoscenza della configurazione attuale della città storica. Inoltre, la verifica tramite modellazione meccanica con il software 3Muri di due parametri osservazionali e tipologici della valutazione speditiva utilizzata nell’analisi di vulnerabilità, ha permesso la validazione e la descrizione quantitativa degli apporti geometrici sugli aggregati storici. Più generale il lavoro di ricerca mira a contribuire all’implementazione di un corpo di conoscenza relativo al comportamento del costruito in aggregato delle città storiche, che rappresenti una base scientifica su cui fondare principi e linee guida di intervento per il miglioramento delle performance del costruito esistente, ponendosi nell’ottica, di una ragionata modalità di azione sull’edificato in aggregato che non può interessarsi solo del singolo intervento edilizio prescindendo dal contesto costruito in cui si inserisce..
diritti: info:eu-repo/semantics/openAccess
In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/11573/934541
CURRA', Edoardo
valutatori esterni: H. Coch, A. Sowa, P. Lestuzzi
tutor esterni: S. Podestà, I. Cremonini
FERRANTE, Tiziana
Settore ICAR/10 - - Architettura Tecnica
Settore ICAR/09 - - Tecnica delle Costruzioni


Tesi di dottorato. | Lingua: Inglese ; Italiano. | Paese: | BID: TD18047870