LIGORIO, BENEDETTO
Le reti economiche e sociali degli ebrei nella Repubblica di Ragusa e la diaspora commerciale sefardita (1546-1667) [Tesi di dottorato]
Lo studio del ruolo degli ebrei a Ragusa tra il 1546 e il 1667 si è strutturato su quattro livelli tra loro strettamente interconnessi. Premessa per un studio comparazione è stata la riconversione di tutte le valute in ducati che ha consentito un’analisi quantitativa dei dati. In una prima fase è stata ricostruita la dinamica insediativa degli ebrei nella città attraverso 56 registrazioni individuate nel registro catastale della città si è provveduto a ricostruire il mercato di locazione degli immobili demaniali presi in affitto dagli ebrei. Dall’analisi è emersa una presenza ebraica anche fuori del ghetto, sintomo questo di una particolare libertà di cui hanno goduto i sefarditi a Ragusa. Lo studio del mercato di locazione ha rivelato l’assenza di particolari oscillazioni discriminanti nel passaggio delle abitazioni e dei magazzini da cristiani a ebrei e viceversa, a riconferma del pragmatismo che permeava tutti i settori economici della Repubblica di San Biagio. Lo stesso ghetto a Ragusa con la sua temporanea appendice che compare nei documenti come ‘ghetto nuovo’ fu concepito dal Senato come un’area residenziale riservata ai mercanti ebrei che vi si sarebbero stanziati anche per brevi periodi. Il Senato della Repubblica plasmò così una comunità caratterizzata da una struttura sociale ed economica proiettata verso i traffici mercantili. La seconda parte della ricerca si è focalizzata sull’azione economica dei suoi membri. Si è studiato il consolidamento del ruolo economico degli operatori ebrei e la loro affermazione predominante su alcuni assi commerciali, in particolare quelli tra Ragusa, Ancona e Venezia sul versante occidentale e quelli con Sofia e Valona a Levante. L’indagine sulla partita doppia di Martolo de’ Giorgi che visse a Venezia tra il 1580 e il 1583 e quella di Benedetto Marino de’ Resti residente a Sofia tra il 1590 e il 1605 testimoniano un forte legame tra i mercati ebrei e quelli ragusei nella piazza della Serenissima e in quella di Sofia. I registri commerciali privati di questi due importanti operatori appartenenti alla ristretta cerchia della nobiltà ragusea consegnano allo storico le lenti per visualizzare il rapporto tutt’altro che secondario nell’economia privata tra l’élite cittadina ragusea e gli ebrei. Questi ultimi fungevano talvolta da mediatori, talaltra da partner commerciali per i ricchi nobili ai quali rivendevano in particolar modo pregiati prodotti di conceria provenienti dall’entroterra balcanico destinati agli empori dell’Adriatico occidentale. Sia nel caso del de’ Giorgi che nel caso del de’ Resti è stata applicata la social network analysis per trasformare in grafici il rapporto commerciale dei due ragusei con gli ebrei nelle piazze di Sofia e Venezia. Nel caso di Valona lo studio ha rilevato il ruolo di uno dei consoli ebrei della Repubblica nei traffici commerciali con l’Impero ottomano. Dalla documentazione è emerso il ruolo di una famiglia di consoli di Ragusa a Valona: i Coduto. Questi furono mediatori tra la Repubblica di San Biagio e la Porta e proprio in virtù dei loro servigi, conservarono per quasi un secolo il ruolo di consoli assolvendo a incarichi estremamente delicati per gli interessi commerciali della Repubblica. Grazie allo studio di 3.246 polizze assicurative è stato finalmente possibile analizzare il mercato di esportazione in chiave comparata verso Venezia e Ancona dal 1590 al 1646. I dati emersi hanno dimostrato che i sefarditi si affermarono come indiscussi protagonisti nel mercato d’esportazione a partire dal 1589, mentre i loro assicuratori furono prevalentemente i mercanti cristiani presenti a Ragusa e i nobili, comprovando una netta compenetrazione delle reti economiche e una comunanza di interessi tra le componenti economicamente più rilevanti della Repubblica. L’analisi quantitativa delle assicurazioni ha confermato il rapporto privilegiato tra gli ebrei di Ragusa e Ancona e, al contempo, ha evidenziato un fortissimo asse commerciale con Venezia. Gli scambi con la Serenissima furono sempre molto prossimi a quelli verso il porto dorico dello Stato della Chiesa per valore assicurato delle merci e finanche superiori negli anni 1589, 1591, 1599, 1607, 1619, 1626 e 1646. Una relazione così fitta tra ebrei ragusei e Venezia è indice di una compenetrazione commerciale che non ha subito particolari contraccolpi dall’attivazione della ‘scala’ portuale di Spalato negli anni Novanta del Cinquecento. Anzi proprio in quel periodo i sefarditi si affermarono come operatori commerciali con un ruolo di primo piano anche a Ragusa. Emerge dall’analisi delle assicurazioni un’imponente rete mercantile che faceva incetta di cuoi e tessuti dall’entroterra ottomano e li indirizzava verso i due principali porti dell’Adriatico occidentale. Traspare dalla documentazione presa in esame un ruolo significativo anche delle donne sefardite che si affidavano ai mediatori ragusei ebrei per i loro commerci. Non solo: accanto al classico commercio di cuoi e tessuti, gli ebrei, come gli altri mercanti, gestirono anche numerose partite di altri prodotti, in particolare le spezie d’Oriente: pepe e zenzero; cera, coloranti, tappeti, gioielli e talvolta grano. Nella terza parte della ricerca si è provveduto a una ricostruzione del network creditizio e sono stati quantificati i prestiti intragroup e inter-group, le fideiussioni e i prestiti contratti collettivamente da alcuni gruppi familiari. I dati emersi hanno rivelato dinamiche creditizie peculiari. I sefarditi tra il 1560 e il 1614 furono debitori dei cristiani, in particolare dei nobili ragusei. Ciò confuta il preconcetto di usura ebraica nel caso di Ragusa. Non solo: accanto ai prestiti che gli ebrei revettero dai cristiani figura un corposo sistema di credito interno al gruppo sefardita. Dai dati comparabili, soprattutto per i due decenni di massima espansione del credito commerciale ebraico, è evidente una netta prevalenza dei prestiti dei cristiani verso gli ebrei rispetto a quelli degli ebrei verso cristinai. Ciò confuta il pregiudizio dell’usura ebraica nel caso raguseo e dimostra che il credito commerciale è stato una fonte di finanziamento da cui i sefarditi hanno attinto per le proprie attività mercantili. I dati ricavati confermano, un’espansione economica tra il primo e il secondo decennio del Seicento e successivamente un rapido declino dell’intero sistema di credito commerciale a Ragusa. Infine sono stati sinteticamente definiti i profili di alcuni operatori ebrei, quantificando crediti ricevuti e prestiti offerti e sono stati ricostruiti i rispettivi network di credito che dimostrano sempre una interconnessione tra cristiani ed ebrei che vedono questi ultimi prevalentemente nel ruolo di debitori. L’ultimo capitolo è stato infine incentrato sul ‘mercato matrimoniale’ degli ebrei a Ragusa con l’esame di 91 contratti nuziali e il raffronto con 258 contratti matrimoniali cristiani inediti. I dati emersi dimostrano che nel caso degli ebrei la controdote donata dal marito, quando dichiarata, tendeva ad aggirarsi intono al 50% della dote della moglie. Una percentuale molto più elevata rispetto al contesto di Roma e Ancona e comparabile con quella dei sefarditi di Livorno. Una percentuale così elevata può essere spiegata alla luce degli usi tradizionali sefarditi, ma è anche indice di un livello di benessere generalizzato. I contratti presi in esame, nel costante confronto con la produzione storiografica recente, presentano doti molto elevate. Le doti delle donne ebree sono state comparate con quelle delle cristiane e si sono rivelate prossime per ammontare a quelle delle figlie del notabilato cittadino, e nettamente superiori a quelle dei mercanti e degli artigiani, ulteriore riprova del notevole livello di ricchezza raggiunto dalla comunità o almeno dalla sua élite. Infine dai matrimoni e dagli alberi genealogici emergono accanto alla normale endogamia di gruppo, che caratterizza gli ebrei tout-court, anche dinamiche di endogamia di ceto e familiari. Nel complesso la ricerca ha permesso di fornire una vasta panoramica dei network sociali, familiari ed economici degli ebrei ragusei e mettere in risalto, per il periodo preso in esame, la specializzazione mercantile del gruppo sefardita. Questo si è rivelato fondamentale per il suo contributo nel consolidare gli assi commerciali della Repubblica di San Biagio sino alla crisi della terza decade del decennio del Seicento e al terremoto del 1667. Si tratta di un’analisi quantitativa e comparata degli scambi finanziari e commerciali che dimostra la netta interdipendenza economica e sociale tra cristiani ed ebrei in area adriatica e balcanica e il ruolo di mediazione svolto dai sefarditi negli scambi commerciali tra Venezia, Stato della Chiesa e Impero ottomano attraverso la Repubblica di Ragusa..
diritti: info:eu-repo/semantics/openAccess
In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/11573/939454
TOLOMEO, Rita
CAFFIERO, Marina
valutatori esterni: dr. Michaël Gasperoni (Università Paris Sorbonne) - prof. Nella Lonza (Università di Dubrovnik). Commissione: Egidio Iveti? (Università di Padova) - Presidente, Paola Pinelli (Università di Firenze) - Segretario, Vesna Miovi? (Università di Dubrovnik)
LUPO, Alessandro
Settore M-STO/02 - - Storia Moderna


Tesi di dottorato. | Lingua: Italiano. | Paese: | BID: TD18047938