FELLONI, GIACOMO
L’autorità del provvedimento cautelare. Contributo allo studio dell’efficacia dei provvedimenti giudiziali [Tesi di dottorato]
Università degli Studi di Milano-Bicocca, 2020-02-07

Il presente lavoro analizza l’autorità del provvedimento cautelare nell’ordinamento italiano. Tale nozione è stata introdotta inizialmente per il solo rito societario (art. 23, 6° comma, d.lg. n. 5/2003) e, successivamente, è stata generalizzata, nel 2005, dall’art. 669-octies, 9° comma, c.p.c., senza che però il legislatore ne abbia fornito una definizione, limitandosi, invece, a richiamare il dibattito formatosi sull’art. 337, 2° comma, c.p.c. Nel primo capitolo del presente lavoro ci si è, pertanto, anzitutto, concentrati sulla definizione che la nozione di “autorità” ha assunto in relazione ad altri provvedimenti giudiziali nell’ordinamento italiano (ed, in particolare, si è esaminato il dibattito sulla nozione di “autorità della sentenza” ex art. 337, 2° comma, c.p.c.). All’esito di tale indagine si è, così, proceduto ad indagare il significato che la nozione di “autorità” assume con specifico riferimento al provvedimento cautelare, esaminando sia il significato dell’espressione “auctoritas” nel diritto romano, sia il significato di “autorité de la chose jugée”, con specifico riferimento alle ordinanze di référé, nell’ordinamento francese. Si è, così, cercato di dimostrare come non vi sia un’unica definizione di “autorità”, ma come sia, invece, necessario valutare, caso per caso, il significato da attribuire a tale espressione. Nella seconda parte del lavoro si è, invece, esaminato come la nozione di “autorità” di un provvedimento cautelare (ed il divieto di invocarla in un diverso giudizio ai sensi dell’art. 669-octies, 9° comma, c.p.c.) incida sul diritto sostanziale e sul diritto processuale. In particolare, nel secondo capitolo, sono stati esaminati i rapporti tra provvedimenti cautelari ed alcuni istituti di diritto sostanziale, quali la prescrizione, l’usucapione e la ripetizione di indebito. Nel terzo capitolo si è esaminato entro quali limiti la decisione cautelare sia invocabile in un giudizio di merito. Infine, nel quarto capitolo, si è esaminato in che misura l’autorità della misura cautelare rilevi in un giudizio esecutivo ed in un diverso giudizio cautelare. Dall’esame di tali interferenze è uscito un quadro composito, in cui la nozione di autorità può mutare, talora anche significativamente, in relazione agli istituti di diritto processuale o sostanziale con cui entra in contatto. Di conseguenza, nonostante la formulazione letterale dell’art. 669-octies, 9° comma, c.p.c., si è concluso che talora l’autorità del provvedimento cautelare è invocabile in un diverso giudizio.

diritti: none
In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/10281/262939
VANZ, MARIA CRISTINA
IUS/15 - - DIRITTO PROCESSUALE CIVILE


Tesi di dottorato. | Lingua: Italiano. | Paese: | BID: TD20012760