Anna Maria Grazia Rita Maganuco
Generi e metro in Sofocle. Analisi di alcuni casi esemplari [Tesi di dottorato]

Il lavoro risulta strutturato in tre macro-sezioni, organizzate sulla base dei due generi lirico-corali che costituiscono il focus della tesi e a ognuno dei quali è dedicata una sezione; queste, a loro volta, sono precedute da una lunga introduzione di carattere storico-metodologico, nella quale si stabiliscono le linee-guida della ricerca. La sezione introduttiva si propone di riprendere sinteticamente la storia degli studi relativamente a tre percorsi che costituiscono il presupposto metodologico del lavoro di tesi: la storia del concetto di genere letterario nella Grecia antica; i limiti e le finalità di una ricerca intertestuale, che metta a dialogo la tragedia attica del V sec. a.C. e la produzione lirica arcaico-classica; la validità e l’utilità di un’analisi metrico-ritmica dei canti tragici in un’ottica che, attraverso un approccio semantico all’interpretazione metrica, guarda all’intersezione di generi lirici sul piano performativo. A proposito di quest’ultimo punto, vengono prese in considerazione delle problematiche molto discusse nel dibattito critico degli ultimi decenni: come decidere quale partitura metrica è la più affidabile (opposizione fra i difensori della colometria tràdita e i sostenitori del contrario)? Quale rapporto esisteva fra il testo, il metro, il ritmo e la musica e cosa si può trarre dai primi due in assenza degli altri elementi? Delle altre due macro-sezioni, la prima si concentra sui ‘canti iporchematici’ nella produzione drammatica di Sofocle e si suddivide nei seguenti capitoli: un’introduzione al genere iporchematico, che ripercorre le fonti e i frammenti superstiti per definire le caratteristiche del genere e i possibili metri in esso impiegati; l’analisi di Soph. Ai. 693-718; l’analisi di Soph. Trach. 205-224, seguita da alcuni confronti con altri tre corali drammatici (Eur. El. 585-595; Ar. Thesm. 953-1000; Eur. Ba. 1153-1167); l’analisi di tre canti sofoclei che, per diversi aspetti, possono essere ritenuti fortemente ‘mimetici’ e forse eseguibili secondo ‘modalità iporchematiche’ (Soph. El. 1384-1397; OC 1044-1095; OC 1447-1499); l’analisi di tre scene corali di ricerca nelle tragedie di Sofocle, di per sé estremamente mimetiche (Soph. Ai. 866-878; Phil. 201-218; OC 118-168). La terza e ultima sezione si occupa di due stasimi tragici che presentano alcuni stilemi formali propri dell’epinicio: essa è composta rispettivamente da un’introduzione al canto di vittoria, relativa al suo impianto formale e al suo uso in tragedia; dall’analisi di Eur. El. 859-879 (con un raffronto finale con il frammento di epinicio composto da Euripide per Alcibiade); dall’analisi di Soph. Trach. 633-662 (corredata da confronti testuali con i precedenti corali della medesima tragedia e altri brani di poeti lirici e di Euripide).

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In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/11562/1016036
Rodighiero, Andrea
Settore L-FIL-LET/02 - - Lingua e Letteratura Greca


Tesi di dottorato. | Lingua: Italiano. | Paese: | BID: TD20020576