COSTA, GABRIELE
Changes in a Mediterranean coralligenous sponge assemblage at decennial and pluri-millennial temporal scale [Tesi di dottorato]
Università degli studi di Genova, 2020-05-11

Fonte inestimabile di diversità marina (animale e vegetale), il coralligeno, è considerato insieme alle praterie di Posidonia oceanica, il principale hot spot di biodiversità di tutto il bacino del Mar Mediterraneo. Essendo “costruito” tramite la stratificazione nel tempo di talli algali (calcarei), sedimenti e scheletri animali, il coralligeno è definito una bio-costruzione. Tali strutture hanno cominciato a svilupparsi circa 8000 anni fa, quando il livello del mare era 13-16 m inferiore rispetto ad oggi. Circa 2000 anni fa, il loro sviluppo sembra essersi sostanzialmente bloccato in diversi punti del Mediterraneo, per cause non ancora completamente chiarite. Per questi motivi e per il suo ruolo ecologico estremamente importante sia per animali sessili bentonici che mobili, è salvaguardato (ma senza vincoli legali) dal piano d’azione della Convenzione di Barcellona (UNEP-MAP-RAC/SPA, 2008, 2017), dalla Direttiva Habitat dell’UE e nella Convenzione di Berna. Nonostante queste misure, le bio-costruzioni mediterranee sono minacciate dai mutamenti, sempre più spesso repentini, delle condizioni chimico/fisiche delle acque marine dovuti ai cambiamenti climatici. Studiare la biodiversità marina e in questo caso quella legata alle concrezioni coralligene, può essere utile per capire le dinamiche di funzionamento e crescita/decrescita di questo importante habitat nei tempi recenti; inoltre avere un’idea della diversità che lo caratterizzava nel passato è senza dubbio un importante elemento per capire i mutamenti strutturali e di biodiversità (anche collegati ai cambiamenti climatici succedutisi nel tempo) subiti nel corso della durata della sua formazione. In questo frangente, i Poriferi, che giocano un ruolo fondamentale nella dinamica ecologica e di crescita del coralligeno e ne rappresentano la maggiore componente animale con oltre 300 specie presenti, sono particolarmente adatti per studi di diversità sia collegati al presente che al passato grazie allo studio delle spicole silicee. Lo scopo del lavoro del mio dottorato è stato proprio quello di caratterizzare i popolamenti di spugne viventi oggi, sul e nel del coralligeno, e quelli esistenti nel passato (fino a circa 8000 anni fa) mettendoli a confronto tra loro e valutando inoltre la variazione dinamica della ricchezza specifica, legata ai cambiamenti climatici susseguitisi nell’arco dei millenni, di questa comunità durante l’intera storia evolutiva delle bio-costruzioni. I campionamenti sono stati effettuati tramite immersioni subacquee in quattro siti, Bogliasco (Liguria - Mar Ligure), Area Marina Protetta di Tavolara (Sardegna - Mar Tirreno), Porto Cesareo (Puglia - Mar Ionio) e Tricase Porto (Puglia – Mar Ionio Canale d’Otranto). Per quanto riguarda Bogliasco, 5 campioni sono stati prelevati tramite carotatore subacqueo, mentre per gli altri tre siti, 2 pinnacoli per sito (di circa 20 l di volume), sono stati raccolti con mazzetta e scalpello cercando di ottenere la parte più basale e quindi più antica possibile. Per quanto riguarda i blocchi, inizialmente le spugne che vivono sulla superficie del coralligeno sono state prelevate e classificate a livello di specie. In seguito i blocchi vengono divisi in fette, di cui una parallela alla direzione di crescita del blocco e tot perpendicolarmente a essa; da queste ultime, tramite analisi al binoculare vengono raccolte le spugne endolitiche e classificate a livello di specie. Dalla fetta parallela alla crescita, è stata ottenuta una carota “virtuale”, divisa in blocchetti di circa 4 cm di lato e ognuno di questi è stato datato con il 14C in modo da avere un dato più lineare possibile. Dai blocchetti sono estratti i sedimenti cementati nel tempo e contenenti le spicole silicee delle spugne che vivevano nello stesso periodo e tramite lo studio tassonomico si è potuto studiare la differente ricchezza specifica della spongofauna durante l’intera storia evolutiva delle bio-costruzioni. I vari studi condotti hanno mostrato una effettiva stabilità temporale della comunità dei Poriferi, infatti la maggior parte delle spicole antiche osservate fanno parte di generi ancor oggi presenti nelle e sulle biocostruzioni. Un’importante eccezione è rappresentata da Alveospongia, un tempo diffusa in tutte le comunità studiate e oggi totalmente assente dall’intero bacino del Mediterraneo. Altri generi, come Didiscus Dendy, 1922, Annulastrella Maldonado, 2002, Forcepia Carter, 1974, Nethea Sollas, 1888 e Thrombus Sollas, 1886, un tempo variamente rappresentati, oggi sono riscontrabili solo in faune profonde come quelle legate ai coralli bianchi. Nonostante questa stabilità, la ricchezza della comunità a poriferi, mostra evidenti variazioni nel corso dei millenni che sembrano in accordo con le variazioni climatiche note per l’emisfero settentrionale.

diritti: info:eu-repo/semantics/openAccess
In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/11567/1007168
BERTOLINO, MARCO
BAVESTRELLO, GIORGIO
FIRPO, MARCO
Settore BIO/05 - - Zoologia


Tesi di dottorato. | Lingua: Inglese ; Italiano. | Paese: | BID: TD20028744