De Venuto, Tiziano
Forme e caratteri della costruzione nell'architettura di Livio Vacchini. La forma architettonica tra logica della struttura e volontà espressiva [Tesi di dottorato]

Il lavoro di Livio Vacchini -che con Luigi Snozzi, Aurelio Galfetti e Mario Botta rappresenta uno dei più noti e influenti esponenti dell’Architettura ticinese- si identifica come una delle espressioni più autonome all’interno dell’Architettura contemporanea nel Cantone Ticino. La ricerca di Vacchini si offre come una esperienza di grande significato per la radicalità con cui interpreta il suo rapporto con la Costruzione. Un rapporto di cui si è certamente discusso molto e che Vacchini sembra rifondare attraverso una ricerca sul senso delle forme, rispetto alle possibilità espressive offerte dalla tecnica; sfidandone, talvolta, il limite. L’opera di Vacchini si pone come una esperienza fortemente problematica. La sua ricerca attraverso la struttura sembra condurre il pensiero sulla forma e sullo spazio a una dimensione che rimette in questione la stessa definizione ‘classica’ con cui la critica aveva già qualificato la sua opera. Il suo atteggiamento infatti sembra scardinare i paradigmi di una tradizione classica, ma attraverso una medesima aspirazione alla esattezza della forma. La contrapposizione tra Kahn e Mies –suoi maestri di elezione- evidenzia fortemente la tensione attraverso cui Vacchini costruisce la propria esperienza di architetto. Una ricerca che si realizza attraverso la contrapposizione tra due diversi modi/mondi della costruzione; tra la classicità dell’ordine miesiano e un carattere generalmente ‘murario’ della architettura kahniana. Il lavoro più maturo di Vacchini si orienta prevalentemente attraverso una ricerca sulle forme del calcestruzzo armato. L’interpretazione che Vacchini dà del calcestruzzo -superando il paradigma della tettonica trabeata del telaio- si apre ad una prospettiva fortemente problematica. Lo è per i paradossi che le forme sembrano suggerire ogni qual volta ci si ponga nella prospettiva di riconoscere gli elementi della costruzione all’interno di un linguaggio. Vacchini non sembra essere interessato alla definizione di un vocabolario di stabili conformazioni costruttive. Al contrario, le sue opere sembrano esplorare il rapporto tra la materia e la forma attraverso una tensione che si rinnova continuamente nella dialettica tra ‘muro’ e ‘trilite’. Rispetto a una tale prospettiva critica, le forme costruttive di Vacchini si definiscono attraverso un rigore che le rende nette e profondamente precise. È proprio questo aspetto a rendere enigmatica la loro esattezza. Una qualità che si discosta fortemente da una esibizione “onesta” della struttura. È in questa prospettiva che la sua ascendenza ‘classica’ si deve confrontare con le possibilità espressive di una materia le cui proprietà primarie sembrano essere riconducibili ai principi ‘plastici’ di monolitismo e resistenza per forma delle strutture. La ricerca dunque assume come campo problematico più generale quello della relazione tra tipo, forma e sistemi di costruzione; riconoscendo il tema dell’edificio collettivo come ‘luogo’ privilegiato di riflessione e indagine. Per Vacchini “costruire è conoscere”. In questo senso, il suo lavoro si costruisce in una prospettiva che matura nella definizione di due tipi di spazio, tra pubblico e privato, tra ‘orientato’ e ‘non orientato’. Nella idea di edificio pubblico Vacchini sembra riconoscere un’unica idea di ‘tipo’ che sembra declinarsi attraverso due diverse condizioni spaziali: l’edificio ad aula e l’edificio sospeso sul suolo urbano. Nella corrispondenza tra struttura formale e struttura portante dell’edificio, le architetture di Vacchini sembrano rilanciare continuamente il valore del tipo nel procedimento della composizione, svincolandosi dalla rigidità di un processo di riproduzione di alcune ‘consolidate’ strutture della forma, nella interpretazione di una idea di carattere dell’edificio. La sua esperienza propone, in maniera rifondativa, una riflessione generale su alcuni temi della costruzione ‘moderna’, definendo dei paradigmi utili alla nostra pratica del progetto.

diritti: info:eu-repo/semantics/openAccess
In relazione con info:eu-repo/semantics/altIdentifier/hdl/11589/226459
ELETTRONICO
Moccia, Carlo
Ardito, Vitangelo
valutatori: R. Gargiani, R. Neri
Moccia, Carlo
Settore ICAR/14 - - Composizione Architettonica e Urbana


Tesi di dottorato. | Lingua: Italiano. | Paese: | BID: TD21000259